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Linee di politica estera

Prendendo spunto da un documento  sulla politica estera italiana a cura di Affari Internazionali, alcuni spunti e riflessioni: 1) in un mondo e in un Mediterraneo segnato da guerre e drammi umani (Siria, Libia, migrazioni) importante il ruolo dell'Europa e quindi dell'Italia rigorosamente entro un quadro UE; 2) evitare ogni ritorno nazionalista e men che meno sovranista. Del resto già Trump (con il rischio di esporsi ai contro-dazi cinesi, le tensioni con l'UE ecc.) e le difficoltà della May a seguito di una improvvisata Brexit dimostrano i rischi di scelte isolazioniste;

Anno zero

Enrico Rossi Presidente della Toscana ed esponente di LEU parla della necessità di una "critica radicale" di quello che la sinistra è stata in Italia "negli ultimi decenni e in particolare negli ultimi anni". Appunto. Riguarda il centro-sinistra, cioè il PD, ma sicuramente anche la sinistra radicale, quella storica (SEL-SI) e quella fuoriuscita dal PD (MDP).

Stato delle cose

Le elezioni italiane hanno sancito la vittoria delle estreme (Lega e 5S) e la sconfitta del "ceto medio" o "moderato". Il Corriere (26-3) ha riportato dati SWG da cui risulta che il "ceto moderato" che nel 2013 rappresentava il 36% dei cittadini, nel 2018 risulta ridotto al 21%. Radicalizzazione sociale quindi e radicalizzazione politico-elettorale.

Severino e la Struttura originaria

Venerdì 2 marzo e sabato 3 marzo a Brescia fra Università statale (via san Faustino) e Università cattolica (via Trieste), convegno internazionale dedicato da Emanuele Severino: All'alba dell'eternità. I primi 60 anni de "La struttura originaria" .

Überalles?

In Germania, precisamente nel Baden-Wuertenberg industriali e sindacati hanno firmato un accordo che prevede un aumento annuale dei salari del 3,5% spalmato su 27 mesi, ma soprattutto introduce la possibilità di ridurre da 35 a 28 ore la settimana lavorativa per un massimo di due anni. Ma potrà valere  Überalles, cioè per tutta la Germania e soprattutto negli altri paesi?

Partito politico, oggi

Un articolo su "Repubblica" del 1 febbraio tratta del travaglio della socialdemocrazia tedesca. Ma visto come una crisi di crescita, cioè di crescita democratica e di dimostrazione di vitalità del più antico partito europeo. Vitalità perché la proposta di una nuova Grosse Koalition con la Merkel ha portato al sinistra del partito e gli Jusos a promuovere una campagna di nuove iscrizioni da giocare nel referendum interno sulla proposta appunto di accordo con i moderati.

Veramon?

Il ministro Andrea Orlando: "il socialismo non è una parolaccia e sta tornando di moda".