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Ontologia e libertà. Su Savinio

Scrivendo all'indomani della caduta del fascismo Alberto Savinio affermava: "Alla forma aristotelica dell'unità di tempo ho preferito la libertà di tempo e di spazio che Shakespeare -e il cinematografo- danno alle tragedia, ai drammi, alle commedie e alle farse della vita. Del resto c'è del 'fascismo' nell'unità aristotelica (ed è motivo di profonda tristezza per me il costante aristotelismo degli italiani, espresso soprattutto attraverso l'unità e l'accentramento mentale del cattolicesimo) e c'è del democratismo invece, c'è il senso felice della libertà nella forma 'a variazioni sceniche' di Shakespeare".

Movimenti, partiti, Occidente

Sosteneva Georg Lukacs in una conversazione del lontano 1967: "vorrei sottolineare la parola movimento: oggi mi sembra illusoria la la probabilità che entro breve tempo si formi, da qualche parte in Occidente, un partito socialista radicale. E' importante allora creare un movimento che ponga permanentemente queste questioni all'ordine del giorno e che mobiliti continuamente settori via via più ampi per la lotta contro la manipolazione", cioè contro lo sfruttamento, l'alienazione, l'ideologia, ecc.

Ancora su politica e partiti

Louis Althusser concludeva un suo libro del 1978 con la domanda: "che cos'è la politica?" E rispondeva: "il problema è che parlare di ciò che può essere la politica significa dare il proprio giudizio sul partito. Ora, che si fa sul partito, se non c'è la politica?" Politica e partito dunque si rimandano; se manca il partito manca la politica.

"Apoliticismo" e partiti

Scrive Gramsci nel Quaderno 14 (1932-1935): è un "carattere del popolo italiano" quello dell'"apoliticismo". Un carattere segnatamente delle masse popolari, perché invece l'élite fa sì politica ma in forma di "consorteria", di mere organizzazioni di interessi economici, personali, "corporativi".  A ben vedere si tratta di un doppio "apoliticismo", dal basso e dall'alto che rende il "pressapoco" una sorta di categoria della politica italiana: "il pressapoco dei programmi e delle ideologie".

Partiti e democrazia

"L'emergere dei partiti politici è certamente uno degli elementi principali che caratterizza il sistema di governo moderno. I partiti, infatti, hanno giocato un ruolo decisivo nel creare i governi, e nello specifico possono essere considerati i creatori del governo democratico. E' quindi bene sottolineare chiaramente /.../ che i partiti politici hanno creato la democrazia e che la democrazia moderna sarebbe inimmaginabile senza partiti politici" (Elmer Schattschneider - 1942).

Destino della modernità

Dalil Boubakeur rettore della moschea di Parigi ha individuato tre problemi principali della sua fede: 1) "comprendere la laicità"; 2) sotterrare gli arcaismi"; 3) sradicare il fondamentalismo". La sfida è effettivamente questa: i conti con la modernità. La laicizzazione-secolarizzazione è un portato necessario della modernità, tutte le fedi (e le ideologie) devono prenderne atto. Nulla possono contro. Il fondamentalismo è una sfida tanto più disperata e pericolosa perché si ostina a cercar di fermare con la violenza il corso ineluttabile delle cose.

Ancora Berlinguer

Scalfari su Repubblica ha ricordato la pallosissima intervista di Enrico Berlinguer sulla questione morale. Qualcosa merita di dirsi perché a decenni ormai dai fatti gli equivoci continuano ad abbondare, a riprova della profondità di una crisi culturale, morale, di classe dirigente e solo da ultimo politica.